Rubrica self: l’esperienza di Bianca Cataldi

Cari lettori,

oggi vi posto un nuovo articolo per la Rubrica Self, portandovi l’esperienza di Bianca Cataldi che ha pubblicato con una casa editrice, ha poi scelto l’autopubblicazione ed è direttrice editoriale. Dopo le polemiche sulla contrapposizione tra autori self e non self, ecco la sua opinione e il suo messaggio che tende a sfatare uno dei miti più negativi che aleggiano sul mondo del selfpublishing.

Diamo a lei la parola (scritta, si intende!)..

Buongiorno a tutti e grazie a Sonia per avermi concesso questo spazio nel suo blog!

Non sono una persona che ama molto le etichette e mi dispiace assistere a fiumi di polemiche riguardo agli autori self. Nel mio caso, sono sia un’autrice pubblicata da un editore che una self. Il perché di questa scelta? Per tentare un’esperienza nuova, innanzitutto. Avere un editore che ti rappresenta, ti stima e ti promuove è senz’altro meraviglioso, ma è anche gratificante essere un self e curare da sé la propria opera, senza contare il bel rapporto coi lettori che si va creando col tempo.

Grazie a Isolde non c’è più, il libro che ho pubblicato su Amazon in ebook e che presto arriverà anche in cartaceo, ho raggiunto una fetta di lettori che ormai legge solo in digitale e che probabilmente non avrebbe mai scoperto i miei libri se non avessi mai tentato questa nuova strada.

Penso che il lettore debba mantenere un atteggiamento positivo nei confronti di ciò che avviene nel mondo editoriale. E’ chiaro che la realtà dei libri si sta radicalmente trasformando, ma ciò non significa che un lettore debba sentirsi autorizzato a criticare gli autori self senza neppure aver avuto il coraggio di leggere qualche pagina. Libri scritti male ed editati peggio si trovano ovunque, anche in libreria con tanto di marchio delle case editrici. Soprattutto, sfatiamo questo mito che si pubblica in self perché “nessun editore ha voluto accettare il manoscritto”. Personalmente ho un editore e sono io stessa direttrice editoriale, per cui dovrei essere proprio pazza a pubblicare in self. Se l’ho fatto è perché ho visto in questo fenomeno un valore aggiunto: l’opportunità di raggiungere il lettore senza filtri né intermediari, gustandosi appieno il risultato del proprio lavoro.isolde cover

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