Presentazioni letterarie

Quando si pubblica un libro, spesso è necessario che gli autori siano coloro che in prima persona devono impegnarsi nella promozione della propria opera, soprattutto se non si è già noti e se si è agli esordi della propria carriera di scrittori.

Tra le tante azioni da scegliere per l’autopromozione, di sicuro, una tra le più utilizzate è la presentazione del libro: l’autore crea una propria rete di contatti, ricerca un luogo che possa ospitare la presentazione ed organizza l’incontro in prima persona. Vi sono, però, vari modi di pensare ad una presentazione. L’immagine che sovviene alla mente, nella maggior parte dei casi, è la scena di una libreria che apre le porte ad una schiera di gente che da un pulpito ascolta attonita le parole dello scrittore in attesa di poter acquistare una copia del suo ultimo capolavoro che egli farà l’onore di autografare con dedica..

Scene da film o pura realtà? L’abbiamo chiesto direttamente agli scrittori della Zerounoundici i quali ci hanno raccontato le loro personali esperienze.

autografo Pattarini

Partiamo da Silvia Pattarini che consiglia di “iniziare dalla biblioteca più vicina (…), poi da cosa nasce cosa”. Cominciare a contattare le biblioteche comunali e chiedere informazioni. può essere un primo passo per farsi conoscere. Bisogna poi informarsi su “quali librerie sarebbero disponibili ad ospitare una presentazione, perché non tutte sono uguali”, è necessario documentarsi sulle condizioni che impongono. “Da alcune è meglio prendere le distanze, chiedono condizioni pressoché inaccettabili, tipo il 40% sulle vendite e portare la gente e le sedie! In questi casi è meglio optare per le biblioteche o i centri culturali”, che mettono a disposizione i locali gratuitamente e, solitamente si prendono carico di invitare il pubblico. Il suo libro, Biglietto di Terza Classe è stato presentato nelle scuole, altro luogo di promozione e diffusione culturale, uno dei principali da cui partire per portare il proprio messaggio racchiuso nelle proprie opere, ammesso, beninteso, che i contenuti siano adatti ad una platea studentesca!

Ritorno a scuola di Silvia Pattarini

Ritorno a scuola di Silvia Pattarini

 

Giuseppe Bertolini racconta: “avevo iniziato con inviare il libro ai giornali cittadini. Poi ho scoperto che basta un comunicato stampa …”, ciò allo scopo di dare visibilità all’evento ed evitare che la presentazione vada deserta. “Dopo poco appare il pezzo sul quotidiano nella cronaca locale. Poi ti presenti alle altre librerie con le fotocopie del pezzo… funziona.”, continua Bertolini che pone l’accento anche sull’importanza di puntare sui quotidiani gratuiti. “Una libreria ha, e sempre deve avere, tutto l’interesse per la creazione di un evento quale una presentazione. Il problema e che esistono poche librerie e tante rivendite di libri.”, conclude.

Non sottovaluterei caffè e salotti letterari, sempre disposti a fare presentazioni ed eventi.

Aggiunge Cosimo Raviello, autore di Aldiquà.

E se vogliamo approfondire l’argomento interpretando in chiave ironica il difficile mestiere di fare lo scrittore che si prodiga per organizzare le proprie presentazioni, non possiamo evitare di leggere l’articolo di Francesco Grasso che ci strappa qualche risata mentre ci descrive la dura vita degli autori attraverso le proprie esperienze. Vi invito pertanto a visitare il suo blog e leggere “Presentazioni letterarie: manuale di sopravvivenza per scrittori alle prime armi.” al link http://www.sololibri.net/Presentazioni-letterarie-manuale…

Elia Spinelli, autore del romanzo Il Riparatore ci porta invece nel vivo di una presentazione letteraria con le sue parole che raccontano con umorismo la sua personale esperienza di scrittore e le circostanze che lo hanno portato ad armarsi di penna e calamaio per affrontare le avversità:

Giunti a questo punto, procedere con i ringraziamenti è assolutamente doveroso.”
Questo è l’incipit che trovo spesso nella sezione dedicata ai ringraziamenti delle varie opere che ho letto.
Onestamente, non me la sento di ringraziare niente e nessuno.
No, non si tratta di superbia. Semplicemente, la cosa che dovrei ringraziare non lo merita per niente.
Si chiama crisi. È stata lei che, dimezzando il tempo dedicato al lavoro nel quale sono normalmente impegnato, mi ha dato la possibilità di cimentarmi in questa imprevedibile attività. E imprevedibile lo è di certo, se solo si pensa che i miei temi a scuola venivano giudicati sempre allo stesso modo: “buono per forma, scarso per contenuto”. Per dare un’idea di quanto il fatto di scrivere un romanzo sia stato inaspettato, vi mostro uno stralcio delle mie possibili attività aggiornato al 31-03-2013. Come vedete la possibilità di scrivere un romanzo era posizionata solo al n° 7325 ed era preceduta da ipotesi altrettanto fantasiose:

7321. Cantante rapper
7322. Primo uomo a posare il piede sul suolo marziano
7324. Spogliarellista
7324. Ballerino di lap dance                                                                                                                                                                                                               
7325. Autore di un romanzo
7326. Scrittore
7327. Scrittore di best sellers

E allora da dove è venuta fuori questa storia?
Diciamo che mi sono esercitato coi miei figli, Ginevra e Michele.
Ogni sera, prima di addormentarsi, pretendevano che gli raccontassi una favola e io, non ricordando le favole classiche dei fratelli Grimm e non avendo letto Gianni Rodari, ero costretto a improvvisare delle storie strampalate che, detto tra noi, ricevevano un buon consenso. Di queste storie non esiste traccia scritta, ma chissà che un giorno non mi venga in mente di raccontare le avventure di Ciumminu u Zamarru e di Cicisbeo e Mastro N’Cogna.
Una sera, a letto, entrando in quella fase di semi incoscienza che precede il sonno vero e proprio, cominciarono a prendere corpo gli scrittori, i blaster e i riparatori. Di solito il mattino successivo non ricordo nulla di quanto sognato la sera precedente, ma quella volta avevo memorizzato ogni immagine, ogni azione, ogni dialogo. Per questo motivo posso affermare che questo romanzo non l’ho inventato di sana pianta ma mi è stato dettato in sogno. Da chi? Forse dagli scrittori? È possibile.
Qualcuno si chiederà se ci sarà un seguito a questa storia. La verità è che non lo so. Purtroppo non dipende da me, ma da loro. Di chi sto parlando? Ma degli scrittori naturalmente…
Anche se ho evitato di ringraziare chicchessia, non posso esimermi dal porre le mie scuse a mia moglie Anna, che in questi mesi ha vissuto con un alieno. Io, che già per mia natura vivo tra le nuvole,  da quando mi sono immerso in questo dedalo ho innalzato la quota della mia presenza trasferendola nella stratosfera. Della serie:
«Per oggi ti vanno bene le lenticchie?»
«Sì.»
«Sei sicuro? Ho detto lenticchie.»
«Ho detto di sì!»
Poi quando arriva il piatto in tavola:
«Ma perché lenticchie? Lo sai che non mi piacciono.».

Con le parole di Spinelli concludiamo questa rassegna di contributi i quali mostrano come e dove organizzare una presentazione letteraria ed il personalissimo modo di raccontarsi che ogni autore adotterà per invitarvi alla lettura del proprio libro.

Se avete assistito ad una presentazione che vi ha colpito particolarmente, se siete scrittori e volete dire la vostra, condividete la vostra esperienza lasciando un commento!

 

Una risposta a Presentazioni letterarie

  1. silvia scrive:

    bellissimo l’articolo di Francesco Grasso, rispecchia sia pur in chiave ironica, la vera realtà a cui siamo costretti, ahimè, noi emergenti… e poi dicono che c’è crisi!